COMUNICADO DA CASA REAL PORTUGUESA

COMUNICADO DA CASA REAL PORTUGUESA

LEI DO PROTOCOLO DO ESTADO

A CAUSA REAL NO DISTRITO DE AVEIRO

A CAUSA REAL NO DISTRITO DE AVEIRO
Autor: Nuno A. G. Bandeira

Tradutor

terça-feira, 3 de fevereiro de 2015

UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SOPRA LE PARTI: PURA ILLUSIONE!

il-re-del-belgio

DI Jacopo Coppini

E’ già iniziato il valzer delle consultazioni nei vari schieramenti politici, per contrattare il nome, “condiviso da tutti”, di colui che, “rappresenti tutti gli italiani e che sia sopra le parti”. Proprio da quest’ultima considerazione vorrei partire: può essere un uomo eletto da un Parlamento, quindi da partiti politici, rappresentare tutti, garantire i valori comuni, o ancora più, per assurdo, essere sopra le parti? Chiaro che non può esserlo, in quanto, appunto, eletto da rappresentanti di partito, o dalla pressione, esercitata su queste persone, di qualche lobby esterna al Parlamento. Il futuro Presidente della Repubblica, in primis, quindi dovrà fare gli interessi di queste persone. Forse nel sistema repubblicano, solo un voto diretto dei cittadini potrebbe limitare questo, ma i nomi dei “candidabili” sarebbero, comunque, sempre scelti nelle sedi di partito, quindi, sempre un pastrocchio.
 
imageIn quest’ottica, l’unica persona, super partes, che può rappresentare e fare scelte per la tutela di tutti i suoi cittadini non può essere certo una persona che uscirà fuori dalla votazione di un manipolo di politici, ma un uomo con un titolo ereditario (monarca, principe, granduca). In Europa di esempi così ne abbiamo abbastanza: il Regno di Danimarca con Regina Margherita II, il Regno di Norvegia con Re Harald V, il Regno Unito di Gran Bretagna con Regina Elisabetta II, il Regno di Svezia con Re Carlo Gustavo XVI, i Paesi Bassi con Re Guglielmo Alessandro, il Regno di Spagna con Re Filippo VI, il Principato di Monaco col Principe Alberto II, il Regno del Belgio con Re Filippo, il Principato del Liechtenstein col Principe Alois (Luigi), e infine, il Granducato di Lussemburgo col Granduca Enrico.
 
108ekyhMolti associano, o meglio vedono, la forma repubblicana l’unica che rappresenti la Democrazia, ovvero, vedono l’istituzione che garantisce il “potere decisionale al popolo, la sovranità popolare”; non mi sembra esattamente così, basta pensare a noi italiani negli ultimi tre anni almeno, il popolo non ha certo avuto tutta questa sovranità sbandierata, soprattutto, nelle scelte politiche! Mentre la Monarchia viene vista e associata come un regime conservatore, rappresentante dell’aristocrazia, se non, addirittura, una forma di governo retrograda. Quest’idea di pensiero, non solo è sbagliata, ma anche superficiale; se vediamo,ad esempio, le Monarchie del nord Europa, Norvegia, Svezia, Paesi Bassi, Danimarca, sono all’avanguardia sia come sovranità nazionale e istituzionale, come qualità di vita, come ricchezza culturale, come diritti civili, solo per citare alcuni esempi. E con grande stupore, udite udite, anche i livelli dei costi sono più contenuti rispetto a un Presidente delle Repubblica! Riporto un solo dato, Napolitano ha avuto un organico al suo servizio di 1.787 persone per un costo di 221.000.000€, la Regina Elisabetta II ha un personale di 423 persone al servizio, per un costo di 18.420.000€!
 
L’idea, sbagliata, di concepire la visione di una Monarchia conservatrice e reazionaria, ha contribuito all’espulsione e cancellazione di molte dinastie regnanti europee; per ragioni diverse, oltre a quella riportata prima, una delle scusanti più comuni è stata attribuita alle scelte sbagliate di vari tipo e/o alle guerre perse; che, in passato, hanno avuto una forma di stato monarchico, ricordiamo: Russia, Germania, Bulgaria, Grecia, Romania, Portogallo, Italia, vari Stati balcanici; queste sono alcune Nazioni che mi vengono in mente, dove, instaurate le svariate forme repubblicane, abbiamo assistito a periodi grigi, tristi, in molti casi sanguinosi, e di lento declino.
 
Il tempo e la storia, in molti casi, ci hanno detto che le Monarchie attuali, parlamentari e costituzionali, rispetto alle Repubbliche, sono, indubbiamente, simbolo di continuità istituzionale, questo è chiaro e ovvio; ma anche di unità Nazionale; pensiamo al Belgio, tra il 2010 e il 2011, ha conosciuto un periodo di instabilità politica, le forze parlamentari in questo intervallo di tempo, più di 500 giorni, non riuscirono a formare un governo, senza una chiara gestione politica e con i fiamminghi che premevano per una scissione, solo il Re, è stato il riferimento che ha saputo gestire la situazione, garantire l’unità Nazionale e la stabilità istituzionale, non a caso è definito “Re dei Belgi”, e non, “Re del Belgio”, proprio perché rappresenta, in modo, neutrale, equo, imparziale, equilibrato, le due principali comunità che costituiscono il popolo belga, fiamminghi e valloni, forse anche per questo è visto come un collante tra le due parti.
 
In conclusione, penso che nell’attuale scenario, sempre più deprimente e avvilente, che sta vivendo l’Italia, servirebbe una persona dalla levatura, morale e istituzionale, come i nomi e gli esempi citati prima, che sia garante dell’interesse nel rappresentare tutti, ma, per ovvi motivi tristemente noti, almeno per adesso, non possiamo aspirare a una personalità così.

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